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giovedì 18 ottobre 2012

Calcolato il numero di truppe necessarie per occupare la Catalogna in caso di secessione


















Andorra-Catalogna 18/10/12


Un professore della Complutense ha calcolato il numero di truppe necessarie per occupare Catalogna in caso di secessione, dicendo che ci vorrebbero più di 270.000 uomini dell'esercito spagnolo.

Professore di Economia presso l'Universidad Complutense di Madrid, Mikel Buesa, calcola le truppe necessarie per occupare, in caso di indipendenza della Catalogna in un documento presso la Digital Freedom slovena evocando il conflitto nel 1991 e la disintegrazione della Jugoslavia. Buesa divce che per occupare militarmente il territorio sarebbero necessari circa 270.000 soldati, molti di più di quello che ha  a dispozizione l'esercito spagnolo.

Le forze armate hanno un totale di 134.772 uomini e donne, tra effettivi, riservisti e volontari, anche se fosse pienamente mobilitato l'esercito non ha nemmeno la metà della forza (quella teoricamente necessaria) per ristabilire l'ordine costituzionale in caso di secessione. Anche se sarebbe d'aggiungere gli 80.210 membri della Guardia Civil, dunque la capacità militare della Spagna per raggiungere questo obiettivo è discutibile.

Inoltre, Buesa ha calcolato quali forze avrebbe Catalogna: Non dobbiamo dimenticare che in Catalogna ci sono attualmente 16.654 uomini e 10.894 della polizia locale, che è una forza di oltre 27.000 uomini che sono esperti nella uso della forza armata. 

Il professore ricorda che il conflitto in Jugoslavia subito dopo la proclamazione dell'indipendenza della Slovenia, ha lasciato sul campo 62 morti e 328 feriti.

mercoledì 17 ottobre 2012

Evitata crisi algerino/libica

















Algeria 17/10/12


Evitata la crisi diplomatica tra l'Algeria e la Libia dopo l'assalto alla ambasciata algerina a Tripoli. Il governo algerino ha preferito usare la calma inviando una lettera di protesta alle autorità libiche. 

Le autorità algerine hanno protestato, dopo che una bandiera algerina è stata data alle fiamme ed è stata attaccata l'ambasciata, dove sono state scritte frasi contro l'Algeria, perchè la nazionale di calcio libica aveva perso contro quella algerina.

Una delegazione ufficiale del governo libico è andata alla sede dell'ambasciata algerina a Tripoli per offrire le sue scuse. Il Ministro degli Affari Esteri Mourad Medelci in un comunicato stampa ha informato il primo ministro Abdelmalek Sellal durante l'assemblea nazionale, dicendo che una delegazione della Libia ha visitato ieri l'ambasciata algerina a Tripoli, scusandosi per l'incidente alla sede diplomatica causato subito dopo la fine della partita.

Dopo una telefonata tra i due ministri degli esteri,il ministro algerino ha detto che le scuse sono state accettate e le relazioni tra i due paesi fraterni, non saranno influenzati dall'accaduto, ma ha esortato le autorità libiche ad adottare le misure necessarie in conformità delle convenzioni internazionali, per garantire la tutela della rappresentanza diplomatica e consolare.

martedì 16 ottobre 2012

La resistenza siriana si addestrerà in Kosovo

















Albania 16/10/12

Una delegazione dell' opposizione siriana si è recata nella capitale Prishtina, dove ha avuto contatti con le autorità del paese e con il Ministro degli Esteri, Enver Hoxhaj.

Il capo delegazione siriano, Ammar Abduhamid, ha espresso apprezzamento per la guerra di liberazione della Kosova e per le modalità che hanno portato il paese a liberarsi da uno dei regimi più feroci dei Balcani, quello di Slobodan Miloševic.

"Abbiamo molto da imparare dalla vostra esperienza e dalla vostra capacità di internazionalizzare in tempi brevi la repressione e il genocidio perpetrato nei confronti della vostra popolazione", si è espresso il capo delegazione dell'opposizione siriana. La stessa situazione si sta ripetendo da loro, dove il regime di Bashar al-Assad ha messo l' esercito, le forze di polizia e i paramilitari armati a sterminare l'opposizione, causando innumerevoli vittime tra la popolazione civile siriana.

Come base per l'addestramento della guerriglia siriana ci si servirà dei campi usati in passato dall'UÇK (Esercito Per la Liberazione di Kosova), e inoltre -secondo fonti governative kosovare-l'appoggio sarà fornito a tutto campo, secondo le possibilità della giovane repubblica balcanica.

Non a caso, la delegazione siriana è stata ricevuta dal capo della diplomazia, il Ministro degli Esteri Hoxhaj, impegnato a tempo pieno a far riconoscere il suo paese da nuovi governi nel mondo. Uno di questi si presuppone sia il prossimo governo guidato dall' odierna opposizione siriana. Attualmente il leader siriano al-Asad, sotto l'influenza russa, si rifiuta di riconoscere questa indipendenza e la mossa del governo di Thaçi sembra motivata anche da tale ragione.

Kosova, finora, dal momento della proclamazione dell' indipendenza dalla Serbia è stata riconosciuta da 92 stati del mondo. Fra questi è presente anche la maggior parte degli stati Europei,  Italia compresa, ad eccezione di Grecia, Cipro, Romania, Slovacchia e Spagna.

Intanto in Siria la violenza delle forze militari e paramilitari filogovernative continua, nonostante la tregua proclamata con la mediazione delle Nazioni Unite e la Lega Araba.


Fonte: http://www.albanianews.it/notizie/kosovo/2497-resistenza-siriana-addestramento-kosova

Migliaia di truppe britanniche lasceranno l'Afghanistan nel 2013

















Afghanistan 15 ottobre 2012


La Gran Bretagna prevede di ritirare migliaia di truppe dall'Afghanistan il prossimo anno, il segretario alla Difesa Philip Hammond ha detto che vuole porre fine al coinvolgimento britannico nella guerra perchè è costosa ed impopolare.

Più di 430 soldati britannici sono stati uccisi in Afghanistan dall'invasione dal 2001, ma la stabilità e la violenza rimane sfuggente, mentre i rapporti tra le truppe occidentali, forze afghane e i civili sono sempre più sfilacciati.

Circa 500 soldati britannici devono essere ritirati dall'Afghanistan entro la fine di quest'anno, lasciando circa 9.000 unità sul territorio.

Alla domanda sul ritiro delle truppe il prossimo anno, Hammond ha detto alla BBC: "Mi aspetto che sarà significativo, il che significa che migliaia, non centinaia, lasceranno il paese, ma non mi aspetto che siano la maggioranza."

Ciò indica un potenziale ritiro fino a 4.500 persone nel 2013.

Tutte le truppe britanniche devono lasciare l'Afghanistan entro la fine del 2014.

lunedì 15 ottobre 2012

Vanuatu a rischio calamità naturale





















Vanuatu 14/10/12


L'Università delle Nazioni Unite ha comunicato che Vanuatu è il paese con il più alto rischio di calamità naturale.

Il rapporto, pubblicato nella Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri il 13 ottobre, prende in considerazione le catastrofi naturali e le condizioni economiche e sociali all'interno del paese.

Il responsabile del programma dell'agenzia Care Australia, Stefan Knollmayer, ha detto che hanno lavorato a stretto contatto con l'Ufficio Nazionale di Vanuatu Disaster Management per aiutare a preparare la nazione ai disastri.

Lavoriamo a livello nazionale e provinciale, per aumentare le loro competenze e conoscenze nella gestione di simulazioni, esercitazioni nelle scuole e lavorare con le comunità per avere dei piani in caso di disastro.

Le 83 isole di Vanuatu si trovano nell'Oceano Pacifico nella zona della fascia ciclonica, e sono vulnerabili ai cambiamenti climatici ed ai disastri naturali.

Knollmayer citando l'esempio del terremoto giapponese ed l'allarmi tsunami, ha detto che i membri della comunità che avevano ricevuto una formazione sono stati in grado di essere attivi in anticipo ed aiutare le loro comunità a spostarsi su un terreno più elevato.

Ha anche detto che il ruolo delle donne nella protezione e nella ricostruzione delle loro comunità sono spesso ignorati, e quindi il tema della giornata internazionale di quest'anno per la riduzione dei disastri, ha lo scopo di evidenziare la capacità delle donne nel contribuire durante un problema.

Infatti le donne e le ragazze, hanno 14 volte in più la probabilità di morire durante un disastro e che spesso è semplicemente il risultato di un inadeguato accesso ai messaggi di educazione e sensibilizzazione.

E 'molto importante cercare di cambiare la situazione, per garantire maggiore sicurezza ed aumentare le probabilità di sopravivenza.

sabato 13 ottobre 2012

Rapporto tra scienza e fede



















Vaticano 13/10/12

Si chiude oggi la prima settimana di lavori del Sinodo dei vescovi, dedicato alla nuova evangelizzazione. Il programma odierno prevede la continuazione della discussione generale in Aula. Ieri pomeriggio, invece, i Padri sinodali hanno ascoltato l’intervento del professor Werner Arber, presente all’Assemblea in veste di invitato speciale. Premio Nobel per la medicina nel 1978, nel 2011 il professor Arber è stato nominato da Benedetto XVI presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, primo protestante a ricoprire tale incarico. Al centro del suo intervento al Sinodo, i rapporti tra scienza e fede. Il servizio di Isabella Piro: 
“Scientific knowledge and faith are and should remain to be complementary…”
Scienza e fede sono e devono continuare ad essere elementi complementari per la conoscenza umana: è questo il punto focale dell’intervento al Sinodo del prof. Arber. Un discorso tecnico, ma anche molto umano, basato sulla consapevolezza che la scienza “finora non è riuscita a trovare risposte pertinenti” a tutti gli interrogativi dell’uomo, soprattutto a quelli che “trascendono la sfera naturale”. Ruolo che, invece, le credenze religiose possono ricoprire.
Benedetto XVI è presente in Aula ed ascolta, attento, il presidente della Pontificia Accademia delle Scienze citare la Genesi per dimostrare che sin da allora esisteva una concordanza tra fede e scienza, poiché il Vecchio Testamento riporta una sequenza logica di avvenimenti possibili per la creazione della vita. 
Il tono del prof. Arber si fa, poi, molto schietto quando afferma che “finora, la scienza non ha ancora una nozione precisa dei fondamenti della vita”, o meglio della “cosiddetta creazione dal nulla”, la quale resta “materia da trattare attraverso la filosofia”. E pur ritenendo che possa esistere la vita su pianeti extraterrestri, il premio Nobel mette in guardia: manca l’evidenza scientifica di questa ipotesi. 
Ma a cosa serve oggi la scienza? Il prof. Arber lo dice chiaramente: la scienza apre a nuove applicazioni tecnologiche che migliorano la vita e l’ambiente dell’uomo, plasmandone il futuro. In quest’ottica, quindi, Chiesa, società civile, economia e scienza vengono chiamate ad assumersi la corresponsabilità di stabilire una nuova concezione del futuro che comporti benefici a lungo termine per l’intera umanità. 
Per raggiungere questo risultato, continua il premio Nobel, bisogna che le società moderne rispettino regole di condotta opportune, facilmente accettabili se radicate nella fede religiosa. In fondo, afferma il prof. Arber, anche Gesù sarebbe favorevole all’applicazione della scienza per il bene dell’umanità e nel rispetto delle leggi della natura. 
Un esempio pratico di tale principio sono le piante transgeniche: i metodi adottati per crearle seguono le leggi naturali dell’evoluzione biologica, spiega Arber, e non comportano rischi legati all’ingegneria genetica. In quest’ottica, quindi, potrebbero davvero alleviare il problema della fame nel mondo, per un futuro in cui lo sviluppo sia sicuro, responsabile e sostenibile.


Fonte: http://www.news.va/it/news/lintervento-del-prof-arber-al-sinodo-scienza-e-fed

venerdì 12 ottobre 2012

Dermatite seborroica

Bioderm Dermolatte 500 ml della Farmoderm - 12.50 € circa
Aluseb 30 ml della Avantgarde - 18.00 € circa
Lichtena 25 ml della Giuliani  - 16.00 € circa
Sebiprox shampoo 100 ml della GlaxoSmithKline S.p.A. - 14.00 € circa
Bionike Triderm bagno oleoso 250 ml della Bionike - 11.00 € circa


La dermatite seborroica è una dermatite che colpisce principalmente zone come il cuoio capelluto, la faccia, il torace e il condotto uditivo. In particolare, le zone ricche di ghiandole sebacee della pelle hanno una maggiore probabilità di essere colpite.

La causa di questa patologia non risulta essere ancora chiara: funghi del genere Malassezia, in particolare sono presenti in notevole quantità nelle zone colpite,  così da irritare il cuoio capelluto. Inoltre i capelli potrebbero diventare secchi, crespi, arruffati, non uniformi, e soprattutto molto oleosi. Si presenta anche sul viso (attorno al naso e alla bocca, e sulle sopracciglia), con arrossamenti e desquamazione.

Tuttavia la presenza di tale fungo può essere considerata una conseguenza, e non la causa. 

La causa più probabile, così come per la forfora al cuoio capelluto, è l'atrofia dei capillari sanguigni, e quindi la denutrizione dell'epitelio.

La dermatite seborroica si presenta in soggetti affetti da stress cronico, e si aggrava (o si presenta) in condizioni di stress acuto.

Nel primo stadio e soprattutto in seguito a stati di stress acuti, tale patologia si presenta come un arrossamento, solo dopo un certo periodo inizia la desquamazione secca.

Si attenua gradualmente solamente in seguito alla diminuzione naturale del metabolismo cellulare, verso i 50 anni di età.

Personalmente ho scoperto di avere la dermatite seborroica, alcuni mesi fa, durante una visita dermatologica; la dermatite si presenta sul viso (fronte, sopracciglia, tempie e area naso), all'altezza delle scapole, petto e soprattutto con la desquamazione del cuoio capelluto . Prima di questa visita, avevo già notato questi inestetismi, ma li avevo erroneamente attribuiti ad altre cause. Per esempio, trattavo il problema dei capelli come se fosse forfora, usando prodotti antiforfora, che ho poi scoperto essere deleteri per chi soffre di dermatite; ed infatti l'aggressività di tali prodotti, mi ha molto danneggiato i capelli.

La dermatologa mi ha consigliato l'uso di alcuni prodotti specifici non aggressivi, essi sono:

Sebiprox Shampoo: non usare quotidianamente (1 o 2 volte alla settimana); è abbastanza curativo e nel mio caso secca i capelli, ma evita la desquamazione. E' da alternare con shampoo a base naturale (Aloe Shampoo delicato della Equilibra). 

Bioderm Dermolatte: fluido detergente idratante con Aloe Vera e Acido Jaluronico uso quotidiano sul viso, come un normale detergente. Idrata e nutre la pelle e non la secca come i normali saponi.

Lichtena Crema: uso quotidiano sul viso, sulla pelle pulita. Rinfresca, nutre e allevia i rossori.

Bionike Triderm: olio da bagno emolliente e protettivo.

Aluseb Crema: applicata dopo la doccia nelle zone del corpo interessate.

Questi prodotti, sono abbastanza costosi e si comprano in farmacia. Da quando li uso la dermatite si è molto attenuata. Comunque mi hanno cosigliato di non usare sempre gli stessi prodotti per un lungo periodo, perchè l'effetto benefico potrebbe attenuarsi. Infatti alterno prodotti naturali meglio se a base di erbe calmanti. Inoltre, nel mio caso la dermatite si attenua spontaneamente nel pieno delle stagioni, mentre si acutizza nei cambi stagionali, così come nei periodi di stress. La dermatite seborroica se curata e tenuta sotto controllo può migliorare e attenuarsi, ma non potrà mai scomparire e nel momento in cui si smette di curarla ricompare.